The dream becomes true

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Immagini come questa possono solo riempire di gioia il cuore di chi ama la propria città.

Avanti Nocera Superiore!

Nocera Superiore e i madonnari

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Il festival internazionale dei Madonnari è giunto alla XIX edizione; ancora una volta sono arrivati artisti da ogni parte d’Italia e del mondo e Nocera Superiore sta  vivendo momenti entusiasmanti.   Sfogliando un album di foto dei miei figli,  ho trovato il prototipo di questa festa: era il il 2 luglio 1995 e quella volta la manifestazione si svolse al Corso Matteotti durante “Estate in città 1995”. Da sempre Nocera Superiore esprime la sua vocazione artistica; forse mancano gli strumenti, ma di certo non le idee e poi non si può negare che  si stanno facendo enormi passi avanti in ogni campo. Avanti Nocera Superiore …. continua così!

Una visita gradita

13 maggio

Oggi ho ricevuto la visita di un gruppo di scout che stava tornando da un’escursione in montagna. Avevano raggiunto la croce dell’Ascensione e siccome volevano sapere qualche notizia storica su questo luogo hanno pensato di chiederle a me.  Ho potuto raccontare loro il motivo che negli anni Settanta spinse alcuni giovani puccianesi a realizzare un’impresa difficilissima per quei tempi, ho parlato dell’errore di valutazione commesso nella scelta del territorio ed anche  della sagra della ciliegia che si svolgeva subito dopo  la Messa che veniva celebrata  sul terrazzino che circonda la croce…  altro non ho potuto dire perché anch’io sono alla ricerca di notizie più precise. Mi occorrono foto, date e possibilmente anche la copia dell’autorizzazione ….  Appena ne saprò di più li metterò al corrente e lo faccio con piacere perché li ho ho visti veramente attenti e interessati. Chi dice che i ragazzi di oggi non si interessano di niente sbaglia … oggi ne ho avuto la prova.

Quando le emozioni diventano ricordi indelebili

Forse era una zip line più adatta a bambini che ad una (quasi) sessantenne ma ho voluto provare l’ebbrezza di volare e mi sono liberata da un senso di oppressione che durava da un bel po’. La malattia di Massimo e la sua morte mi avevano lasciato un senso di tristezza ed ero stata anche tentata di lasciar perdere un tour, per il quale avevo già pagato tutto, per poter partecipare al suo funerale, poi, di fronte al suo corpo senza vita, ho ripensato al pomeriggio del Venerdì santo che avevo trascorso con lui, quando, dopo aver parlato a lungo della nostra amata processione, avevamo ricordato tanti episodi della nostra vita, tra cui il mio viaggio in Abruzzo nella terra dei nostri avi comuni. Soprattutto ho pensato che lui mi avrebbe spronata ad andare e così mi sono avventurata in quella che, secondo mio fratello Peppino, è un’esperienza che rafforza i sentimenti di amicizia e di affetto tra le persone e che permette alle emozioni di un momento di diventare ricordi indelebili. Ho trascorso tre giorni sereni con la mia famiglia e con i miei amici di sempre e siamo stati in Toscana, una regione stupenda, ricca di arte e spiritualità. Abbiamo visitato Siena (proprio nel giorno in cui si festeggiava Santa Caterina) , Firenze, Pisa e Collodi. Nella cittadina che diede i natali a Carlo Lorenzini, autore del celebre libro “Pinocchio”, nel parco che sembra essere rimasto indietro nel tempo (volendolo confrontare con Gardaland, Mirabilandia ecc.) ho vissuto i momenti più belli, ho guardato il mondo circostante provando tanta meraviglia e mi sono convinta sempre più che la vita diventa bella se si sa tornare bambini.

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Ciao don Massimo

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Sconfitto da un terribile male nel giro di pochissimo tempo, “sconfitto” per non aver potuto realizzare il suo sogno di diventare sacerdote … a prima vista la sua vita potrebbe sembrare un fallimento, invece nulla di tutto questo perché il diacono Don Massimo ha sempre messo Dio al centro della sua esistenza ed è sempre stato un annunciatore del Vangelo. Lo ha dimostrato anche nel momento del dolore, quando ha offerto al Signore ogni sua sofferenza. Più che cugino, amico … abbiamo condiviso tante esperienze specie durante la nostra adolescenza e nella prima giovinezza quando la nostra “zia suora”, suor Modestina, ci coinvolgeva nelle sue attività, quando andavamo al mare allo stesso lido,   e quando, divertendoci tanto, realizzavamo  per il giornalino parrocchiale i fotoromanzi nel quale impersonava un sacerdote che si prodigava tanto per i suoi ragazzi. Massimo, per me sei sempre stato un sacerdote  e resterai per sempre nel mio cuore.

Quaranta ma non li dimostra

Ha 40 anni ma non invecchia mai; è tra i miei preferiti ed il più conosciuto in Italia soprattutto col titolo “Tu sei la mia vita”. Fu composto da Pierangeli Sequeri. Sto parlando del canto  “Symbolum ’77”

Tu sei la mia vita altro io non ho.
Tu sei la mia strada, la mia verità.
Nella tua parola io camminerò
finché avrò respiro, fino a quando Tu vorrai:
non avrò paura sai se Tu sei con me,
io ti prego resta con me.

Credo in Te, Signore, nato da Maria,
Figlio eterno e santo, uomo come noi,
morto per amore, vivo in mezzo a noi:
una cosa sola con il Padre e con i tuoi,
fino a quando, io lo so, Tu ritornerai
per aprirci il regno di Dio.

Tu sei la mia forza, altro io non ho. Tu sei la mia pace, la mia libertà. Niente nella vita ci separerà,
so che la tua mano forte non mi lascerà. So che da ogni male Tu mi libererai e nel tuo perdono vivrò.

Padre della vita noi crediamo in Te. Figlio Salvatore noi speriamo in Te. Spirito d’amore vieni in mezzo a noi: Tu da mille strade ci raduni in unità e per mille strade poi dove Tu vorrai noi saremo il seme di Dio.symbolum

 

 

 

Un Battistero a “stelle e strisce”

Vedendo una foto che il prof. Teobaldo Fortunato mi ha inviato dal Dipartimento di Storia dell’Oklahoma State University, dove ieri ha tenuto un’interessante conferenza sul Battistero paleocristiano di Nocera Superiore, mi è venuto spontaneo fare dei confronti con le tante conferenze più o meno sullo stesso tema che si sono tenute dalle nostre parti e alle quali ho avuto il piacere di partecipare: l’ampiezza della sala, i tre schermi che proiettano l’immagine di un capitello del nostro “gioiellino”, presuppongo un ottimo impianto audio e soprattutto la presenza di tanti studenti…  niente di tutto questo nei cicli di incontri tra estetica e bellezza che pure tanto interessanti sono stati! Generalmente si dice che occorre investire nella cultura se si vuole valorizzare un territorio e favorire la crescita di una comunità e allora … CHE SI INVESTA, coinvolgendo scuole e associazioni in un unico e grande progetto, SI INVESTA, facendo sentire forte la voce di chi, parlando del passato, ci proietta verso il futuro, non si stia a misurare i centesimi quando si tratta di dare lustro alla propria città! Ancora una volta gli insegnamenti ci vengono da oltreoceano. Grazie prof. David D’Andrea! Grazie Teobaldo!

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Buoni propositi

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Nelle piccole cose, come nelle grandi, voglio essere,  Signore, un testimone sincero della tua risurrezione: nel tendere la mano per primo, nel fare amicizia per primo, nel perdonare per primo, nel fare un favore per primo … Perché voglio mettere sempre l’amore al primo posto. Buona Pasqua a tutti!  (dal pozzo di Giacobbe)

Verso l’essenziale

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Questa foto mi ha provocato una grande emozione, mi ha riportato indietro nel tempo, quando un po’ in  tutte le zone di Nocera Superiore, ma in modo particolare a Pucciano, c’era l’usanza il Giovedì santo di raggiungere la cosiddetta “Terrasanta”, posta alle spalle del Battistero. Già nei giorni precedenti le signore portavano fiori e provvedevano ad ornare l’altare, sotto il quale era l’affresco di un Gesù Morto, poi nel giorno in cui si ricorda l’Ultima cena tornavano e recitavano preghiere alternate a momenti di silenzio. Mia nonna era un’assidua frequentatrice di questo luogo considerato sacro e quasi sempre mi portava con lei. L’odore della cera misto a quello dei fiori è ancora vivo in me che ingenuamente credevo che quello fosse proprio il sepolcro nel quale un giorno era stato deposto il corpo di Gesù e le raccontavo che un certo Goffredo di Buglione si era inginocchiato a quell’altare quando aveva liberato la Terrasanta durante la prima Crociata.  Pur essendo piccola, però, mi chiedevo come mai il giovedì Gesù era nel Sepolcro e poi il giorno dopo si faceva la Processione … Pur essendo una che ricorda tanto, non mi torna in mente che qualche volta io abbia sentito dire che l’altare del Giovedì santo non é un sepolcro; del resto né il vescovo né i sacerdoti di allora avevano vietato che giovani vestiti da soldati romani fossero messi a guardia del “sepolcro” di Pucciano per tutta la notte! In effetti la chiesa non aveva fatto niente per dare spiegazioni riguardo a questa anomalia, infatti solo nel 1998 con un provvedimento della Congregazione per il Culto divino sulla preparazione e sulla celebrazione delle feste pasquali si stabilì che, per il giorno del Giovedì santo, il tabernacolo in cui viene custodito il Corpo di Cristo non dovesse avere la forma di sepolcro e che si dovesse evitare di chiamarlo in tal modo. In un’altra parte del documento veniva pure spiegato che l’altare della reposizione non era allestito per rappresentare la sepoltura del Signore ma per custodire il Pane Eucaristico che sarebbe stato distribuito, il giorno successivo, durante l’azione liturgica del Venerdì santo. Le abitudini secolari, si sa,  sono dure a morire e così alcune usanze di una volta, come la visita alle tre chiese con il tradizionale “struscio” continuano a vivere, ma il più delle volte esso finisce per essere l’occasione per stilare una sorta graduatoria per determinare il “sepolcro” più bello. Quest’anno le comunità di Pucciano e Pareti hanno voluto con il loro altare lanciare un messaggio preciso: E’ ora di tornare all’essenziale!

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Passione per la PASSIONE

Ormai è quasi tutto pronto per l’ennesima edizione della Processione del Venerdì Santo a Pucciano. Avrei potuto scrivere 97esima, ma sarebbe stata un’inesattezza in quanto 97 sono solo gli anni passati da quando i coniugi Trollo donarono le statue dell’Addolorata e del Cristo dalle braccia snodabili alla cappella dedicata a San Giovanni Battista. Stando ai racconti di molti anziani del posto, la processione si svolgeva già prima dell’arrivo delle statue e da sempre la comunità puccianese ha vissuto e vive il Triduo pasquale con particolare intensità. Quella della Passione è una passione che a Pucciano si tramanda di padre in figlio in modo automatico. Sin da piccoli i bambini sono abituati ad ascoltare le note di “Sono stati i miei peccati”; i padri spronano i propri figli ad indossare un “costume” durante la rappresentazione sacra per una sorta di continuità, per portare avanti una tradizione iniziata quando loro erano giovani; chi ha “vissuto” Pucciano, e che per un qualsiasi motivo è stato costretto a lasciarlo, è spinto da una forza misteriosa a ritornare nel borgo nel giorno del Venerdì santo. Per la preparazione dell’evento, generalmente, si condividono le fatiche: grandi e piccoli danno il proprio contributo, oggi come ieri, per rendere ogni volta unico quello che per la comunità risulta essere il giorno più importante dell’anno. Per giorni e giorni, nelle case, nelle vie, non si fa altro che parlare di processione, di vestiti, di personaggi, di prove, di aneddoti. I ricordi sono a carico di quelli che ormai non hanno più l’età adatta per interpretare dei ruoli; nei loro occhi, spesso lucidi, si legge la nostalgia di un passato sempre vivo, un passato che riesce a stimolare le nuove generazioni a far sì che questa tradizione duri nel tempo. E come non pensare nel prossimo Venerdì agli occhi lucidi del mio papà lo scorso anno!? In cuor suo sapeva che sarebbe stata l’ultima volta; non ci vedeva più bene, ma volle vivere quel momento, fermo all’incrocio, quell’incrocio in cui chi ama Pucciano si ferma ogni anno, quell’incrocio in cui quest’anno sarò sola con tanta tristezza nel cuore ma anche con tanta gratitudine per chi ha saputo trasmettermi l’amore per la mia terra e per le sue tradizioni.

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E se oggi abbiamo foto e filmati del passato è proprio grazie a lui che li ha custoditi gelosamente.

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